Sitios

Literatura en México

compartir en facebook  compartir en twitter

Cinco Décadas de Cuento Mexicano. Antología. Perea, Pitman, Taylor, Tedeschi, Valenzuela

Luis Felipe Lomelí Todos Santos di California (Italiano)

Do you still like to live in Mexico? La domanda venne fuori, così, come se spuntasse dal nulla, come se facesse parte del rituale della merenda e si affacciasse dal suo nascondiglio tra le patate con gravy e il pezzo di carne per andare ad attorcigliarsi nelle orecchie, nei mattoni della casa e delle case di ogni statunitense con residenza nell’oasi, fino a rannicchiarsi calmo ma pungente a causa degli ultimi eventi e perché, nonostante fosse simile alla domanda di sempre, ora Catherine, doña Catalina come con sarcasmo la chiamava Dionisia, aveva cambiato il senso: prima era adesso ti piace vivere in Messico? e comportava la minuscola colpa di essere stata lei e non lui ad aver deciso il trasloco a Baja California Sud. Peter sostenne per un momento il rametto di broccoli con formaggio giallo sulla forchetta, guardandole le macchie sulle mani, i fiori sulla sua tomba. Rispose un a-ha svogliato, si portò il boccone alle labbra e posò lo sguardo sullo svolazzare dei patagi oltre la finestra.

Poi silenzio nella notte che cominciava con una cena fuori orario, tardi. Cathy disse qualcosa a proposito di Los Cabos che a lui sembrò la nota che evidenziava il silenzio. Ultimo boccone. La televisione mostrava un bambino con le mosche negli occhi, un’isterica che lancia un vaso, il migliore shampoo anti-forfora, un’eclisse prossima, due trentenni che inalano cocaina, un insetticida che davvero uccide gli scarafaggi bene quanto una scarpata, il divertimento in un dolcetto al cioccolato, una telenovela statunitense: lei dice a lui che ha bisogno di libertà, che vuole chiudere la relazione. Catherine, Cathy, smettila di girare i canali for God’s sake. Peter, Pete, preferiva vedere il mare, Dionisia, e uscì dalla casa con una coperta e un repellente per insetti.

Per Jimmy questo non è un viaggio qualsiasi, non è un altro volo di routine. Se di per sé, da quando aveva cambiato lavoro, aveva sentito che le formiche della superstizione gli iniettavano il loro veleno nella nuca, perché non era la stessa cosa portare e riportare indietro un C.E.O. per una riunione di lavoro nel New Jersey o riprendere un bambino ricco in un campeggio estivo in Montana e lasciarlo all’aeroporto a piangere davanti ai suoi genitori che andare a prendere gringos malati o morti per restituirli al loro paese per farli spirare in qualche Memorial Hospital tra le braccia dei loro figli divorziati e l’odore delle medicine, per far sí che la loro carne fosse cremata o mangiata dai vermi nelle stesse boccate di terra o zolle di asfalto che avevano visto i loro primi occhi. Ashes to ashes. Polvere sei. Morire in patria. No, non era la stessa cosa volare con un yuppie pedante che in ogni momento urlava perché la navetta era entrata in un vuoto d’aria che andare appeso alle nuvole con un cadavere sulla schiena. Per quello aveva recuperato dal cassetto delle cianfrusaglie, da quel luogo che sembra il baule della nonna per tutti quei ricordi che si vogliono e non si vogliono dimenticare, l’immagine della Madonna di San Juan de los Lagos, la stessa che aveva portato il padre di suo padre quando aveva attraversato la frontiera solo mostrando le braccia e aspettando che qualcuno lo chiamasse. La Madonna dal volto adolescente con il suo manto di un azzurro ossidato che, di certo, cinque anni fa, era proprio del colore del cielo, gli sembrava l’unico modo per non sentirsi profanatore ma gli ripeteva anche che non era Jimmy ma Santiago e gli scaricava il treno di accozzaglie su Jalisco e la razza che avevano scosso i suoi timpani tardi e con paura, dato che dello spagnolo gli rimanevano solo poche parole per la sua famiglia, molto dopo essersi fatto la pipì addosso all’asilo con i pantaloni perché non sapeva dire may I go to the bathroom?, molto dopo tutto, secondo lui, molto più tardi.

Quella notte decise di sì, nel caso una cosa del genere si potesse decidere, che gli piaceva vivere in Messico. Per meglio dire si rese conto che lì stava bene, che non avrebbe saputo che fare se fosse tornato a Santa Monica e avesse dovuto affrontare di nuovo il free way e gli edifici a specchi, a costruire case di legno a Palm Springs, nei sobborghi, perché i suoi risparmi non gli avrebbero permesso di continuare a oziare. Eppure questa non era l’unica ragione ma l’ultima, quella che gli era arrivata quella sera insieme allo sbattere delle onde e ai pipistrelli, tra il tanfo dell’acqua inquinata che andava e veniva con la brezza. Le altre si acquattavano tra le fondamente della sua anima, impercettibilmente a volte, sfuggenti. Non pensò nemmeno, mentre prendeva tempo con la sabbia tra le dita dei piedi per vedere se si decideva finalmente ad andare nella stanza di Dionisia, che nella sua decisione rimaneva anche un barlume di rimprovero. Senza Catherine lui non si sarebbe mai mosso da Los Angeles e dintorni, non sarebbe andato a Tijuana a ubriacarsi in una strada con nome di cane piccoletto e messicano, non avrebbe preso la I-10 per addentrare le sue iridi tra l’erosione del Colorado e i villaggi assetati degli Anazasi, per finire a Santa Fe e a Mesilla, New Mexico, e supporre che quello era più Messico delle puttane di Tijuana o le case di cartone che si vedono proprio dalla strada arrivando a El Paso, ma dall’altra parte della recinzione di filo spinato; non avrebbe lavorato per mesi pensando di trasferirsi in quel villaggetto di cactus vicino al luogo in cui era esplosa la prima bomba atomica, pensando di lasciare i pomeriggi di baretti con le sue Coronitas e le sue Miller solo per permettere a Catherine di dipingere ai suoi comodi bazzicando altri pittori dell’american southwest art style; ancora meno avrebbe preso la decisione, e nemmeno avrebbe preso in considerazione il dilemma, di vivere a Santa Fe o in quell’altro posto a Baja chiamato Todos Santos il quale, secondo quello che aveva detto a Cathy una sua alunna, era pieno di artisti ed era bellissimo. No, non avrebbe cambiato il suo pick-up per un quattro per quattro con cassone per fare il viaggio per la penisola, né avrebbe esclamato un a-ha stanco dopo l’oh wonderful di Catherine che era suonato così rozzo come se gli riempisse la bocca il verde delle palme e il blu del Pacifico, come un lungo sorso per drenare i milleseicento secchi chilometri del suo deserto.

Risponde svogliato che la gente della manutenzione l’ha informato che la navetta è in perfette condizioni, che non c’è nulla di cui preoccuparsi, ma dopo, nel guardare di sbieco il sorriso che corre tra le lentiggini e sotto i capelli rossi del suo copilota, prova rimorso per la sua scortesia. Anche se sa che la domanda è stata per mero impulso, come complemento ovvio del saluto, pensa che l’omino dalla camicia ben stirata e la targhetta brillante con la scritta “Zachary O’Hara co-pilot” cerca contemporaneamente di essere affabile, di andare d’accordo con quello che sarà la sua compagnia per ore e ore di solitudine celeste. Forse si trovano nella solita situazione, la gente dell’amministrazione non l’ha informato in proposito, ed è il suo primo volo in questa attività e anche lui ha un po’ di paura perché sa che torneranno indietro con un cadavere. Così decide di aggiungere alla sua risposta che lui stesso ha revisionato i motori e il carrello delle ruote e continua a parlare come se non avesse sentito l’oh great del sorriso straripante aggiungendo che nel portadocumenti, quello che sta lì, ci sono tutti i fogli che gli ha consegnato la segretaria perché non ci siano problemi con le pratiche: né per raccogliere il corpo né per portarlo negli Stati Uniti. Mentre continua a ripetere tutto quello che gli hanno detto in amministrazione sui doganieri e la gente che in Messico avrà le pratiche pronte, vede come Zachary si batte le palme sulle cosce prima di allungarsi verso il portadocumenti per fare come il poliziotto che controlla senza controllare e lascia di nuovo i documenti per agganciare la sua cinta e dire yeah, yeah, so everithing it’s fine and… this is your first time, isn’t it? Ma per Jimmy è come un calcio nelle palle quel la prima volta e molla la leva come l’aveva mollata quando stavano per decollare dalla base in Arabia Saudita per portare provviste alle truppe nel sud dell’Iraq, la molla come se fosse la mano della prostituta che gli aveva chiesto la stessa cosa prima di andare a fare una guerra che non ha mai visto ma gli ha distrutto i nervi, come gli avevano tremato un poco le ginocchia quando quel bastardo del Chivo gli aveva detto che era un fottuto soldatino frocio, un maledetto madafacher, che sicuramente quella era la prima volta che avrebbe fatto a botte frocetto. E risponde yeah, so what? così il rosso può dire che he’s sorry e Jimmy deve fermare di botto il fluire del suo sangue e chiedere scusa sfiorando la Madonnina di San Juan de Los Lagos. I was thinking in some other stuff. Did you get a regression? chiedono con tatto le lentiggini come se si facessero eco. No, don’t worry.

L’argento della luna si era sparso sull’oceano quando Peter uscì dalla stanza di Dionisia cercando di coprire con le mani la soddisfazione per evitare che i sensi di colpa gliela rovinassero. Anche se non erano esattamente sensi di colpa gli sbirri perché non lo preoccupava in sé il fatto che sua moglie lo rimproverasse quanto, più che altro, il presunto assassino era qualcosa di simile a un sentimento di fatalità, lo stesso che gli bendava le dita ogni volta che doveva prendere una decisione, quello che gli aveva messo il ceppo con la sua palla di ferro per ancorarlo a Los Angeles fino alla comparsa di Catherine e se, di fatto, non solo era stato il cagnolino da salotto che non da fastidio nei viaggi, il pagliaccio fatalista gli aveva mantenuto incarcerata la risata insieme allo stupore sia quando erano stati da Vázquez de Coronado che da Vizcaíno e Salvatierra. Ma quella notte doveva essere diversa, lui lo voleva. Sigillare la volta dei suoi piaceri, mantenerla a riparo. E suppose che il miglior modo sarebbe stato mantenersi attivo, dare inizio a molti affari così che il pagliaccio potesse frustrarne solo qualcuna. E lì c’era il problema delle acque inquinate, scure come di sangue che facevano marcire gli orti e le canne. Il giorno dopo un gruppo di specialisti del Centro di Indagini Biologiche sarebbe andato a Todos Santos per tenere delle conferenze sulla cura e il trattamento dell’acqua; pensò che forse poteva offrirsi come volontario, che le sue conoscenze di edilizia potevano essere utili nel caso in cui servissero dighe o chiuse.

Un’orchestra di insetti spandeva la brezza perché tutti dimenticassero l’afa delle ultime ore. Peter tirava fuori nuove forze da ogni idea che gli veniva per uscire dal suo letargo incorniciato dall’aria condizionata e la vista del mare. Qualche mese prima, quando il gracidare ululante dei rospi inumidiva tutte le strade e non c’era modo di muovere la macchina senza schiacciarli, Catherine aveva invitato a casa un’altra pittrice per mostrarle le tele che conservava in garage dietro al tavolo che lui usava per distrarsi creando oggetti di legno. La donna, di cui Pete non ricordava il nome, era rimasta affascinata da una struttura che lui aveva realizzato due settimane prima con l’unico scopo di provare i coltelli che gli erano appena arrivati dagli Stati Uniti. Aveva detto che sembrava un aly bridge-e o albridge-e e che, just with a hand of paint, sarebbe stato come one of those very nice mexican handcrafts che gli indians of Chiapas or Oaxaca amavano tanto fare. Aveva concluso con un you must do it, that’s artist blood quello che ti scorre nelle vene. Prima che Peter potesse rispondere il suo tradizionale a-ha rozzo, Cathy lo scusò dicendo che lui era un falegname, che gli piaceva fare cose che servissero a qualcosa. Solo che mentre vagava disegnando spirali sotto il cielo sgombro e nero, circondato da grilli e cicale, senza voler entrare in casa per paura che gli si rompesse la bottiglia che gli aveva dato Dionisia, Pete pensò che forse anche lui era un artista il cui talento si era sprecato tra il parquet delle case, che sarebbe stata una buona idea andare a cercare l’amica di sua moglie perché gli mostrasse qualcuno di quegli oggetti di artigianato messicano e, se gli piacevano, gli dicesse come dipingere la sua struttura. Poi fantasticò che avrebbe vissuto delle sue opere, e avrebbe aperto una galleria come sua moglie e l’avrebbero visto come un artista importante quanto e più di Catherine.

Shooted. A colpi di pistola. A colpi di pistola avevano fottuto il gringo a Baja e Jimmy pensa a una rissa da cantina con sombreros e pistole mentre l’aeroplano supera lo strato di smog e alle sue spalle la città di Los Angeles cresce come una goccia di inchiostro nel deserto: alla sua sinistra l’Est, il barrio; alla sua destra, il Pacifico e le case dei ricchi. La conversazione è diventata silenzio dopo che Santiago ha spiegato a Zachary che non aveva avuto una regressione, che in effetti lui aveva avuto fortuna in guerra perché non gli era mai toccato di vederla in realtà, neppure aveva sentito le esplosioni perché tutte le volte che aveva sorvolato l’Irak era sempre stato a una buona distanza dalla linea di fuoco, aveva soltanto visto le case distrutte in Kuwait, il fuoco e le colonne nere di fumo, lo strato di petrolio sul Golfo Persico, qualche uccello soffocato, le stesse cose che chiunque aveva potuto vedere sulla CNN. Concluse dicendo che addirittura aveva avuto la fortuna di essere rimandato negli States un mese prima che i terroristi facessero esplodere diverse bombe in una base militare, do you remember it, right? Of course, that bloody bastards! Ma evitò di parlare della paura nella caserma in attesa di un missile scud che li trovasse, la paura che lo faceva scrivere lettere a nessuno, una donna immaginaria cui diceva che la amava per far pensare ai suoi compagni che non era solo e stava andando tutto a rotoli. Evitò di parlare della rabbia che gli aveva provocato il rendersi conto che quasi tutti i soldati nel Golfo erano discendenti di latinoamericani o erano neri o orientali, che quasi non c’erano bianchi nell’esercito. Mantenne per sé anche il fatto che lui, come molti altri ex combattenti, era malato di reni e della pelle e alcuni dicevano che era dovuto al fatto che lo stesso esercito statunitense aveva provato armi chimiche o biologiche ma che il sistema di trasporto non era stato adeguato.

La macchia di inchiostro è diventata piccola a poco a poco dopo essere cresciuta fino al suo massimo. La navetta guadagna sufficiente altezza. Jimmy accende il pilota automatico, lascia la leva, si stiracchia stendendo le braccia davanti e la testa indietro. You know, I guess one of the worst problems we have in this world today is terrorism, anticipa Zachary con un tono un tantino filosofico che preoccupa Santiago perché non sa se a questo seguirà il tono allarmistico che in effetti segue: il governo ce lo nasconde ma io so che ci sono terroristi negli United States, anzi, la gente di Greenpeace, in one way or another, sono terroristi because/ Ma la frase rimane incompiuta quando entra la trasmissione della torre di controllo dell’aeroporto di Tijuana. Santiago risponde alle domande di routine e ringrazia che, a quanto pare, Zachary abbia dimenticato l’argomento dei terroristi, infatti questi semplicemente accenna che è probabile che trovino un temporale lungo la strada, a circa quattrocento chilometri da Tijuana, I heard about it on the Weather Channel today morning.

Di certo la bottiglia traballò e fu sul punto di rompersi perché Catherine fece molte più domande del solito sulle passeggiate notturne del marito. Peter decise di rispondere nel modo più apatico possibile per mostrarsi come sempre, ma sapeva che in qualche modo la sua paura poteva trasparire, nel tremito del ginocchio, in uno sguardo schivo, e anche se Catherine sembrò non accorgersene, la tranquillità si rifiutò di comparire anche quando ormai il sole era sorto e lui uscì senza fare colazione per paura di tradirsi davanti a Dionisia. Camminò sul selciato e si infilò nel caffè di Ross per mangiare un buon piatto: uova strapazzate in salsa di pomodori verdi con formaggio giallo, chili beans e una pannocchia dolce. Fece per ennesima volta i complimenti a Ross per come gli riusciva bene il cibo messicano, proprio come quello di Santa Fe, New Mexico. Dopo aver fatto un commento comico sul contatore Geiger che Ross portava sempre appeso al collo, gli chiese se sapesse dove poteva trovare la pittrice che aveva ammirato la sua struttura. Gliela descrisse e Ross disse che credeva che quella donna fosse la proprietaria della galleria Pink Lizard e che si trovava a block and a half a sud from the mission.

Uscendo si diresse verso la sala del Comune dove avrebbero avuto luogo le conferenze sull’acqua inquinata. Sembrava che gli unici messicani fossero i biologi e la gente dell’intendenza. Peter era inquieto perché non sapeva quasi nulla di spagnolo ma presto si tranquillizzò con la comparsa del primo relatore, un ricercatore dal naso storto e il petto ampio, che salutò in inglese e annunciò che le persone che non conoscessero quella lingua potevano aspettare fino alla fine e allora volentieri sarebbero state date loro spiegazioni. Ci fu un po’ di confusione in sala, un uomo menzionò la madre (una delle prime espressioni in spagnolo che Peter aveva imparato) dell’uomo dal naso storto e lasciò la sala seguito da una ragazza. Non uscì nessun altro. Peter vide che anche tra i biologi c’era una certa costernazione e che una donna bruna, che più tardi scoprì essere una biologa delle piante, diceva qualcosa al presentatore che, a parere di Peter, in maniera dispregiativa gli faceva segno di no con il dito e alzava le spalle.

I ricercatori diedero informazioni sulle misure di igiene. La donna che si presentò come specialista di insetti disse che era probabile che gli inquinanti favorissero una maggior presenza di zanzare e di tafani, aggiungendo come nota culturale che questa specie era stata introdotta nella penisola quando i gesuiti avevano portato i datteri, e che se si fosse dato il caso il Ministero della Salute avrebbe fornito gratis farmaci contro la malaria e altre malattie. Si parlò anche dei danni alla flora e alla fauna insistendo sul fatto che il bestiame non avrebbe dovuto bere quell’acqua. Prima di cedere la parola all’ingegnere in materia idraulica dello Stato ammisero che con le analisi preliminari di laboratorio non potevano assicurare quale fosse la causa dell’inquinamento ma specularono sull’ipotesi che residui di fosforo fossero filtrati da un’azienda di fertilizzanti. L’ingegnere rifiutò categoricamente questa ipotesi e disse che bisognava cercare soluzioni invece di iniziare a hunt of witches, frase che Peter non capì e che lo portò solo a pensare alla Spanish Inquisition. Alla fine venne la parte che lui aspettava e, così come aveva previsto, fu accettato come volontario per la costruzione di canali e dighe che deviassero l’acqua verso un posto sicuro.

So you’re catholic, right? Spara Zachary come uno dei lampi della tempesta che come una lucertola sembra fare la posta alla navetta. Santiago sente l’impulso di portare la mano alla medaglietta, nasconderla. Una Madonna di Guadalupe cesellata con sangue e coltellate. La cera colata dei candelabri. Ángel de mi guarda y de mi dulce compañía no me desampares. This is your first time, isn’t it? L’impotenza di sapersi scoperto nonostante il pantano nella memoria, gli strati di vernice che cercano di dare un altro volto alla facciata. Non riesce a darsi per inteso del tempo, del suo silenzio, insozzato dalla fangaia di parole e ricordi che attizzano i suoi occhi. Allora il suo compagno, il copilota dalle sue lentiggini, spiega che chiedeva senza voler infastidire, che anche lui è cattolico, che è irlandese e si sbottona la camicia per mostragli la sua medaglia di San Patrizio, you see? Who’s him? San Patrizio, risponde Zachary, I guess non è molto conosciuto in Mexico e prosegue spiegando la storia del santo, fatti e miracoli, mentre Santiago sente solo come si sente il mormorio di una caffettiera e tira la leva per prendere quota, per vedere se possono passare al di sopra delle nuvole che sembrano basse.

In alto il cielo è del colore che aveva il manto della Madonna di San Juan de los Lagos quando suo nonno gliel’aveva data dicendo che ormai era vecchio, che ora lui ne aveva più bisogno perché ormai era un uomo e stava per entrare nell’esercito, che non dimenticasse di pregarla. E gli disse altre cose nel suo spagnolo di Jalisco ma Jimmy non capì e cominciò ad affondare tra la noia e la pena, perché non capiva cosa gli stava dicendo, perché sentiva l’obbligo di capirlo. Quando suo nonno finì, Santiago uscì per strada cercando di convincersi che la decisione che aveva preso dopo il suo corto e unico soggiorno a Tijuana era giusta: entrare nell’esercito, being an american, appartenere alla terra in cui era nato. Ma il sangue secco tra le unghie fu la migliore ragione. Girando un angolo fu intercettato dagli insulti di una banda. Maledetto gringo traditore. Fottuto doppiogiochista. Il Chivo gli tagliò la strada dietro la maglietta su cui era stampata la Madonna di Guadalupe. Schifoso madafacher, bel gringhetto o cosa, frocio? Ci furono parole, le urla al Chivo. In questo quartiere non vogliamo gringos, capisci o ai hev tu seyit in inglish? Dietro altri tizi bloccavano la strada, le armi infilate nella cintola dei pantaloni. Qualcuno gli lanciò un coltello a serramanico ai piedi, così ti difendi. Prendilo frocio, incitò il Chivo, o che: sicuro che questa è la prima volta/ Poi fu tutto veloce, qualche faccia, il bollore della rabbia nelle mani, voci, la lama che viene, il braccio stirato fino a sentire che il coltello penetra come in un pollo crudo, verso l’alto: l’urlo, gli occhi, la mano gonfia. Una Madonna di Guapalupe che miracolosamente si dissangua davanti allo stupore del corpo che cade e il coro che urla, di Santiago sacerdote che insulta chi continua e il Toño ed Eulalio e altri due saltano verso di lui ma si fermano. Jimmy continua a gridare fino a che una botta lo butta a terra, vediamo se ci provi anche con tuo padre, bastardo? Davanti ai suoi occhi diversi signori portano pistole e fucili. Qui non vogliamo altre risse. Suo padre. Suo nonno. Non avrei dovuto darti la medaglietta, mi vergogno di te.

Tracy non era alla Pink Lizard ma lì gli dissero come si chiamava e che l’avrebbe trovata alla Aztlán Art Gallery. Lo ricevette come se fossero stati amici da sempre e Pete cercò di ricambiare per poi passare ai how nice é this place e concludere fingendo grande interesse per una tela che mostrava Kokopelli con il suo flauto in mezzo al deserto. Tracy arrivò da dietro, gli mise una mano sulla spalla, stop faking, I know what you came for e continuò dicendogli che lo stava aspettando perché sapeva che sarebbe andato a vedere gli aly-bridge-es. Nella stanza accanto trovò un tavolo sotto gli zoccoli e le zampe di un gruppo di animali chimerici estremamente colorati, tutti con un’etichetta: authentic alebrije from Mexico. Pete rimase per un po’ costernato, per lui la sua struttura non era zoomorfa né niente del genere quindi riuscì solo a chiedere you made’em? No, I don’t have the talent, ma tu sì, posso sentirlo, I can feel the vibe e lei prese le sue mani aggiungendo che bisognava essere illuminati da una forza cosmica very very special per trasmettere l’amore of Mother Earth. Sentì il suo alito sul viso. The alebrijes represent the harmony of the universe e le mani di lei passavano alla vita di lui. Represent life. Tutto il corpo di lei incollato al suo. I can feel how the energy of the universe flows through you. Una guancia contro l’altra. Make love to me.

Solo il caldo delle cinque di pomeriggio avrebbe avvilito un po’ il suo umore se non fosse stato perché dopo il suo orgasmo, il suo, Tracy gli aveva detto che era stato favoloso, e quanto desiderava avere un figlio da lui. E anche se decise di non dargli troppa importanza, la frase si trasformò nella mosca che andava e veniva sulla sua faccia per tutto il tragitto verso casa.

La lucertola della pioggia si è trasformata in venti rospi di tempesta, come se l’acqua dovesse cadere attraverso un colino perché possa piovere sul mare, possa piovere sul deserto e Santiago si possa chiedere perchè non piova di continuo, perché a pezze, mentre l’aeroplano entra in una serie di vuoti d’aria che gli alzano e gli abbassano lo stomaco come se fosse un palloncino e sente che Zachary esclama un fuck! ma non si gira a guardarlo finché non è finita la montagna russa e trova l’irlandese più pallido del solito, un po’ verdognolo. Are you alright? Fine, don’t worry, risponde sventagliandosi il viso con la mano. I thought you were a real pilot, dice beffardo Santiago e ride e ride di nuovo quando nota che la sua risata non ha avuto eco. Hey, don’t laught bloody bastard, è solo che non mi sono abituato to this things. Ok, ma non vomitare ‘cause non mi piacerebbe viaggiare with that perfume. Zachary sembra non capire lo scherzo e continua a sventagliarsi, si slaccia di cintura, respira profondamente. Hey, calm down, ‘was just kidding.

Le lagune celesti cominciano a rimanere indietro come se fosse una delle tante strade in Minnesota dove gli specchi d’acqua compaiono e scompaiono come le ombre dei cedri. Zachary non si riprende e Santiago lo vede dal suo finestrino che comincia ad appannarsi di rimprovero. Perché farsi beffe dell’irlandesino sorridente? Ma non vuole nemmeno arrivare alla risposta, allora decide di fare una faccia da persona gentile, chiedere con il miglior atteggiamento perché lavora come pilota se sente questo malessere e il rosso risponde che non lo sa come se volesse lasciare chiaro che non gli interessa questa conversazione anche se dopo un silenzio comincia la sua storia mettendosi comodo sulla poltrona. Il nonno che tira una lunga boccata e dice sono partito da Jalisco nel mille e novecento e qualcosa quando i gringos avevano bisogno di mano d’opera infatti tutti i loro ragazzi se ne erano andati in guerra. In the World War II my grand-grandfather entrò in servizio come a pilot of the Royal Airforce. Presi a Guadalajara il treno verso nord. Although eravamo irlandesi, ci sentivamo uniti against the evil nazis, they were the enemy. Io non pensavo che si sarebbe allungato così e vedevo solo come passavano e passavano i giorni senza che arrivassimo alla frontiera. He died in combat, dicono che suonò l’allarme of another bombardamento su London prima dell’alba e uscirono fiduciosi che fossero solo Stuka. La cosa positiva era che il treno andava lento e, quando passavamo per le fattorie di Sinaloa e Sonora, la gente si avvicinava ai vagoni per venderci cibo. Only when they encountered them si accorsero che venivano accompagnati da aerei caccia. A volte correvamo anche per i tetti fino alla locomotiva e scendevamo a pizzicare qualcosa dai campi seminati e salivamo di nuovo da dietro. All died, tutto il battaglione fu massacrato sul mare e trovarono solo alcuni corpi, non quello del mio bisnonno. Quando finalmente arrivammo negli Stati Uniti un gringo aprì lo sportello del vagone e disse non so che cosa in inglese che forse era divertente perché scoppiò in una risata lui da solo, poi ci chiese in spagnolo se avessimo molta voglia di lavorare. As the Axis vinceva una battaglia dietro l’altra, my grand-grandma affidò to Mother Mary mio nonno e sua sorella che era cinque anni più grande di lui, twelve years old, e li mise su una nave on the way to New York. E ci spruzzarono addosso qualcosa che non sapevo con certezza cosa fosse ma ora credo che fosse insetticida, non sia mai che portassimo qualche insetto. She became sua madre and’a perché continuo ad annoiarti con la storia della mia famiglia: io voglio che i miei resti siano seppelliti in un cimitero cattolico, in Ulster, and doing this è come contribuire a che Dio, Our Father, permetta che sia così. Alcuni di noi vollero rimanere a vivere qui nel nord.

So, where were you?, fu la calorosa accoglienza di Catherine. Oh, somewhere with someone doing nothing, what else can anyone do in this boring town?, rispose pigramente mentre si tirava la parte di dietro della camicia per arieggiarsi la schiena. But what about you? Non sei andata a dipingere? No, I was waiting for you, ieri ti ho detto che volevo andare a Los Cabos but you didn’t listen to me, you’re so absort doing nothing che non te ne è importato. Oh, che testa, I’m so sorry, darling ma ci possiamo andare domani e continuò a scusarsi come se davvero gli importasse davanti alle braccia incrociate della moglie fino a che lei sorrise e tese le mani dicendo che non c’era problema, di non preoccuparsi, che era appena tornata da Los Cabos e salì di tono per chiudere con lo stupid, pensavi davvero che ti avrei aspettato?

Problems, Mr. Burden?, chiese Dionisia dato che Catherine era uscita dalla porta di casa e Pete si stava di nuovo tirando la camicia e cercava di dare forma all’indovinello che sembravano avergli posto le ultime ore. Andando verso la cucina rispose di no. In salvo dal caldo grazie all’aria condizionata, come se il fatto di aver avuto rapporti sessuali fosse più un catalizzatore che un tranquillante, stava pensando di prendere Dionisia che sembrava che oggi si fosse vestita apposta, la camicetta della divisa abbottonata solo fino a metà seno, alla gonna mancava quasi un palmo per arrivare al ginocchio e, sotto la stoffa, i suoi glutei scuri. Prima della notte precedente pendevano sul diario di Pete più di tre mesi senza sesso e qualche anno senza un orgasmo soddisfacente. Una volta un surfista dell’Oregon, con il quale aveva bevuto diverse birre sulla spiaggia davanti alla porta di casa, gli aveva raccontato che per mantenere la virilità bisogna cambiare donna ogni tanto, che é una questione naturale e bisogna obbedire alle leggi della natura: non possiamo essere l’unica specie monogama. Peter lo ascoltò come si ascolta un ubriaco, tuttavia con Dionisia di schiena davanti al tavolo del tinello, sistemando la frutta tagliata e dicendo chissà che cosa, gli dava ragione. Si sbottonò i pantaloni. Prese la cameriera per la vita. Le strofinò il pene e i testicoli sulla stoffa della gonna, sopra i glutei scuri che subito lasciò allo scoperto per infilarle l’indice nell’ano mentre con le falangi di due dita le stringeva il capezzolo eretto. Tirò fuori l’indice per metterlo tra le labbra e la lingua di lei, e le infilò la verga con forza tante volte quante furono necessarie per sputare lo sperma e lasciarle i denti impressi sulle spalle.

Zachary risponde che non lo sapeva ma che volentieri lo accompagna a visitarlo, che aveva sempre avuto il dubbio di dove si trovasse soprattutto perché è una delle sue canzoni preferite, poi si ferma come a pensare e aggiunge se è sicuro, se davvero è l’Hotel California of The Eagles. Yap, that’s the one, l’ho letto in The Baja Handbook. Devi conoscere quel luogo, isn’t it? Well I/ comincia a dire Santiago, ma viene interrotto dal suo copilota che gli dice di non prenderla male, but I go to tell you some/ ma una crema di silenzio anestetizza la cabina e dagli occhi di Santiago Zachary gira la testa come per guardare l’oceano e ancora silenzio finchè gli chiede se si sente bene, se gli è tornata la nausea. Hum no, yes, Do you know perché hanno ammazzato quel tipo? Il cambio di argomento lo strappa da quello stato e riesce a dire di no, che sa solo che gli hanno sparato e sua moglie wasn’t very happy all’idea di andare a riprenderlo to L. A. Isn’t weird?, sorridono con morbosità le lentiggini dell’irlandese, I mean perché sua moglie era in the States e lui in Mexico. Yeah, kind of. Beh, io ho saputo che era nei casini; fa una pausa come se stesse per dire qualcosa che possa disturbare il suo interlocutore, casini, droghe, and the U. S. Gouvernment ha pagato noi perché venissimo a prendere il corpo e sua moglie perché andasse a prenderlo a Los Angeles e tutto sembrasse normale, a fatal accident while vacations, you see? They manipulate us, perché sanno che i narcotrafficanti sono terroristi. Santiago non vuole guardarlo in faccia, non vuole parlare del terrorismo, immagina che forse il suo compagno è ossessionato o forse è un terrorista. È irlandese, è dell”Ulster.

Nel corso di pochi giorni la sua vita era un’altra, non era nemmeno come quando era giovane che è quello a cui tornano o cercano di tornare molti quarantenni quando scoprono che i loro giorni si svuotano con la monotonía più spaventosa, semplicemente era un’altra. Ai suoi tempi della hi school non era proprio un secchione perché i suoi voti sfioravano sempre la C, ma si comportava come se lo fosse: non usciva con le ragazze e il suo gruppo di amici era ugualmente apatico, lontani dalla musica disco e dalle droghe.

A questo pensava fumando sul letto con il sole delle prime ore che si alzava sul Pacifico davanti a Todos Santos, aveva deciso di ricominciare a fumare nonostante gli strilli di Catherine perché aveva bisogno di tutti i simboli possibili per convincere sé stesso del cambiamento e avere il coraggio di continuare la crociata finché questa non avesse smesso di esserlo. Tra un tiro e l’altro andava ricapitolando i fatti e abituandosi all’idea di quello che doveva fare nel corso della giornata: andare con Ross e altri gringos e canadesi a continuare la costruzione dei canali di scolo, poi passare a fare sesso con Tracy e, se restava tempo prima della cena, continuare a dipingere il suo alebrije. La sera sarebbe andato con Dionisia.

La comunità angloparlante dell’oasi era esasperata dalle acque inquinate perché le zanzare e i tafani erano diventati nuvole che non permettevano di uscire per strada e aveva deciso di prendere la faccenda nelle sue mani dal momento che quell’ingegnere in materia idraulica, che aveva parlato così bene riguardo alle soluzioni, non aveva mai rimesso piede nella località e non erano nemmeno arrivati i farmaci gratuiti che il Ministero della Salute aveva promesso né i biologi del Centro di Ricerca avevano dato segnali di vita. Peter e Ross avevano convocato una riunione al caffè e avevano organizzato le squadre per la realizzazione dei canali e delle dighe. Vedendoli lavorare, era circolata la voce tra gli ejidatarios messicani e, insieme a loro, alcuni altri residenti di lingua spagnola si erano offerti volontari per aiutare nei lavori. Alla fine erano i sassoni, con Peter come capo, a dirigere le attività e i messicani a fare i lavori di fatica.

Si finì la sigaretta. Si vestì, prese la mascherina di maglia metallica, i guanti, il machete e uscì di casa dopo aver palpeggiato Dionisia contro la porta per un minuto. Arrivato nel luogo in cui il fermento degli insetti e le lingue di vapore soffocavano i lavoratori, si immaginò che quella situazione doveva somigliare alla costruzione del Canale di Panama e si ricordò di un programma televisivo in cui assicuravano che i maggiori problemi nel corso dei lavori non erano stati ingegneristici ma medici, infatti le malattie trasmesse dalle zanzare decimavano senza pietà operai e superiori. Per la stessa ragione si diresse verso Ross per dirgli che era necessario andare a La Paz a prendere delle medicine. Don’t worry, Pete, I already call Joseph to L. A. and he’s gonna arrive tomorrow with a bunch for all of us. Anche per i messicani? Hey, we don’t have all that money, but you know che questa gente resiste a tutto. Poi lo informò che Tom era andato il giorno prima a La Paz per vedere cos’era successo con quello che era stato promesso dal Ministero della Salute ma non aveva ottenuto nemmeno una risposta. Così continuarono a lavorare, infilando gli stivali e i guanti nel fango, sudando come i cavalli a cui, a qualche metro di distanza, cedevano le zampe e che crollavano a terra con gli occhi fuori dalle orbite davanti allo stupore e ai lamenti dei sudcaliforniani che sapevano che la moria del bestiame non si sarebbe arrestata. E sembrava che non sarebbe mai finita, che non avrebbero mai finito anche se le giornate si fossero allungate fino a che il sole non si fosse più nascosto e tutti lasciavano il luogo con un retrogusto di sconforto. Peter era in dubbio se andare a fare sesso con Tracy o con Dionisia e, alla fine, andò con Dionisia dopo che Tracy gli ebbe detto che non più, ora che aveva ottenuto quello che voleva, che era incinta e d’accordo che Pete non avrebbe avuto nessuna responsabilità con il bambino.

I campi di cenere salina di Guerrero Negro rimangono indietro per cedere di nuovo il loro posto al deserto che a Jimmy sembra dover coprire l’intero Messico, un paese deserto, per questo sono terzomondisti, deserto e cantinas. Shooted. A colpi di pistola. Sicuramente si stava fottendo una messicana e il suocero è venuto a saperlo, pensa Santiago e gli sembra più probabile di tutta la “conspiration theory” del suo lentigginoso copilota che ora sembra come se gli volesse parlare perché si gira a guardarlo e socchiude la bocca ma poi sposta gli occhi solo per aspettare un attimo e poi guardarlo di nuovo con le parole che fanno equilibrismo sulle sue labbra finché esclama un Ok, è un po’ difficile per me but I have to tell you e a Jimmy passano per la testa una serie di immagini senza riuscire ad imbroccare quella giusta che fa crescere la sorpresa quando sente che l’irlandese è poliziotto, it’s true, you see this gun? e dopo la pistola gli mostra il tesserino dicendogli che la sua missione è verificare il trasferimento del corpo, le cause della morte e sorvegliare lui perché sai come siete voi, i messicani, dite di essere american citizens ma alla prima occasione andate a prendere tutta la famiglia and we don’t want altri immigrati illegali, ok? Quindi stai attento, if you don’t cause me troubles tu non avrai problemi da me. Is that clear? Deserto. Cantinas e deserto. Cuando era stato a Tijuana si era sentito simile al personaggio del film Born in the East L. A., senza parlare spagnolo, insultato in continuazione per la stessa cosa, rispondendo alle menzioni a sua madre solo per sentirsi dire no no, no che non capisci lo spagnolo fottuto leccaculo dei gringos, e non c’era modo di spiegare che si capisce qualche parola per arrivare sul punto di menarsi gridando I’m american citizen se non fosse perché la polizia era entrata al table dance. I know how you are, you mexicans. Is that clear? I’m not a fucking mexican, I’m an american citizen, porca puttana!

Mancava poco per finire i canali, ma ormai i pungiglioni dello scoraggiamento avevano inoculato il loro veleno nella maggior parte della popolazione. I messicani pensavano a salvare quello che potevano ed erano frequenti le conversazioni con qualche gringo sulla possibilità che questi li portassero negli Stati Uniti a lavorare. Nei bar degli stranieri navigava sul mormorio l’idea del trasferimento e si accennava al conoscente di tizio che viveva in un paesino adorabile di Michoacán, o di quell’altro posto sulla riva del lago di Chapala, altri ancora parlavano come il Figliol Prodigo e la nostalgia di tornare in Tennesse a convivere con la famiglia. Catherine disse che quel luogo la deprimeva e se ne andò a New York per qualche giorno per aggiornarsi sulla situazione dell’arte contemporanea. Peter pensò che magari non sarebbe tornata o che era un modo per ripensare al loro rapporto di fronte all’inquietudine in cui era caduto nel corso delle ultime settimane. In ogni caso decise di lasciare che il tempo facesse il suo corso.

Prima di uscire di casa sentì al telegiornale che ci sarebbe stata un’eclisse due giorni dopo e che il miglior posto per vederla era la sierra di San Pedro Mártir in Baja California. Dionisia si oppose gentilmente all’abituale incontro mattutino ma Pete pensò solo che la cameriera potesse avere il mestruo o che magari avesse avuto un incubo, di quelli che ti lasciano scombussolato anche durante il giorno e che è difficile togliersi dalla testa anche pensando che sono falsi, che è stato solo un sogno. Con il machete, la mascherina di maglia metallica e i guanti in mano, cercava di smettere di pensare a Dionisia per preoccuparsi dello strato di cenere che aveva appena visto che copriva il pavimento del suo terrazzo. Sentì un good morning con uno stanco accento messicano: era il biologo dal naso storto. Disse che voleva parlare dell’acqua inquinata e di altri problemi ecologici. Entrarono nell’aria condizionata del tinello, Pete lasciò il machete, la mascherina e i guanti sul muretto della cucina e stapparono delle birre. Il biologo bevve un sorso che allo statunitense sembrò lunghissimo, poi tirò fuori una lista di firme e disse che il governo messicano insieme all’azienda Mistubichi voleva continuare ad uccidere le balene nella laguna di San Ignacio solo per estrarre qualche chiletto di sale di cui nessuno aveva bisogno. Yu must sain it, ui hev tu stop dem. E parlava e parlava della protezione del patrimonio naturale dell’umanità come se non volesse stare zitto o come se volesse stappare la terza e la quarta birra e ubriacarsi gratis. O’kay, o’kay, o’kay, interruppe Pete, I’ll sing your list and, I’m sorry but I have to go and finish the… Nou, ueit, das de oder topic ai uont tu tolk tu iu, disse finendosi la birra e andando al frigo per prendere un’altra Miller. Pete accese una sigaretta e rispose con il suo tradizionale e rozzo a-ha per cominciare ad ascoltare che l’ubriacone voleva convincerlo che dovevano distruggere i canali perché stavano alterando l’ordine ecologico della zona, que gli uccelli sarebbero stati danneggiati e molti sarebbero morti. Non riusciva a rispondere, non riusciva a dare credito a quelle assurdità ma, quando l’uomo passò dall’esortazione agli insulti e colpì il tavolo gridando che se andava avanti con il progetto sarebbe stato un altro assassino ancora della Madre Terra, il suo sangue di artista gli salì alla testa e alla lingua per gridargli che era scemo e che, per favore, se ne andasse da casa sua. Il biologo lanciò la lattina contro il pavimento, nobadi colmi stupid! e gli tirò un pugno in faccia che lo mandò a sbattere contro il muretto della cucina. Prima che il messicano arrivasse a concludere l’opera, Pete prese il machete e lo blandì contro il messicano. You fucking asshole! If you don’t fucking go away from my house in this fucking minute, I fucking kill you! I muscoli tesi in tutto il corpo, le vene gonfie. Il naso storto alzò le mani in segno di pace, nervosamente raccolse le sue carte e uscì dalla casa. Peter si sedette davanti al tavolo. Lasciò il machete. Si accese un’altra sigaretta. Girando la testa si accorse che Dionisia era ferma sulla porta. Please leave, leave me alone.

Quando arrivò ai canali, con la metà della faccia ormai gonfia, Ross lo intercettò con un mucchietto di cenere e il suo contatore Geiger. Hear this. Il contatore suonava come un allarme avvicinandolo alla cenere.

L’aeroplano atterra nel caldo della pista di terra vicino a Todos Santos e Santiago scende ancora arrabbiato con il suo copilota-gendarme per essere ricevuto da una messicana della compagnia che lo saluta in spagnolo e poi si rivolge in inglese a Zachary spiegandogli com’è la situazione, che il cadavere si trova in un negozio di ghiaccio in mancanza di un obitorio, allora allunga una cartellina che Santiago intercetta dicendo I’m in charge here and please don’t speak to me in spanish because non parlo spagnolo. La messicana interrompe il suo discorso per guardarlo con disapprovazione mentre Jimmy si guarda intorno: tre uomini vestiti da poliziotti, un contadino sotto il suo sombrero e la sua camicia a quadri accanto a un bambino. La messicana ricomincia a parlare, si scusa per non essersi presentata, I’m María de los Ángeles Lluch, you can call me Angie e aggiunge che ci sono stati diversi problemi in town, che gli spiegherà per strada e che, per questa ragione, ci sono qui this policemen per controllarli e per controllare l’aeroplano. Quello che sembra essere il comandante tira fuori un gud mornin dalla sua gola roca, tende la mano e ordina a Angie di tradurre. Dopo un elenco di scuse e un groviglio di spiegazioni chiede che gli consegnino qualsiasi arma da fuoco che abbiano con sé. Zachary gli consegna la sua di mala voglia mentre lo accompagna, insieme a María, verso l’aeroplano. Santiago rimane da solo con un certo retrogusto di rivincita perché il suo copilota è rimasto senza pistola. Sente una mano sulla spalla, si gira, è il contadino che senza guardarlo negli occhi gli chiede di avere pietà di lui, come compaesano, di fargli il favore di portarlo negli Stati Uniti. La manina del bambino si aggrappa ai suoi pantaloni. Per favore, qui le cose sono molto difficili.

Il cadavere giace nel cassone del furgoncino di Angie e Santiago continua ad essere rivoltato dalla nausea per aver visto il corpo mezzo putrefatto, con una parte del craneo spaccata e senza alcuni pezzi di carne che in teoria gli hanno strappato gli avvoltoi e i cani. Andare appeso alle nuvole con un cadavere sulla schiena. Gli si rivolta per la rabbia che tutti gli parlino in spagnolo, che credano che sia l’assistente di Zachary, gli si rivolta per l’immagine della manina del bambino aggrappata ai suoi pantaloni, per il mucchio di dati e parole che ha detto Angie: sugli insetti, su certi ecologisti che hanno provocato tali problemi, sulla cenere radiottiva che veniva da chi-sa-dove, sulla stupidità dell’aver portato il corpo a Todos Santos se l’avevano ucciso a circa seicento chilometri più a nord, sul fanatismo religioso quando si erano imbattuti in un pellegrinaggio, su un’eclisse, sull’Hotel California che videro da fuori perchè era chiuso.

Ti sei comportato bene, gli dice Zachary dandogli un buffetto sulla guancia scendendo dal furgoncino da un lato dell’aeroplano. Uno dei poliziotti si offre per dare una mano con il corpo, a qualche metro di distanza si trova il comandante e, dall’altro lato, il contadino con suo figlio come se non si fossero mossi nel corso delle ore. Mentre il poliziotto e l’irlandese portano su il corpo, il comandante si avvicina a Santiago, gli da la pistola, può darla al suo collega, e comincia a dirgli qualcosa in spagnolo ma Jimmy non lo ascolta. Santiago guarda la pistola, il contadino. Jimmy non lo ascolta. Santiago sente che gli vibra la rabbia contro il lentigginoso. Jimmy non lo ascolta. Santiago guarda la pistola, Zachary, il contadino.

E se quella notte che aveva deciso di andare per la prima volta nella stanza di Dionisia non capiva bene la ragione dei suoi atti né avrebbe potuto prevedere lo sviluppo delle sue stesse azioni, a qualche settimana di distanza, sul camioncino 4 x 4 che aveva comprato diversi anni prima per scendere alla penisola, ancora meno capiva la concatenazione degli eventi. Sapeva di essere stato trascinato dallo stupido ragionamento secondo cui tutto quello che ci succede è la conseguenza delle nostre stesse azioni. E viaggiava verso nord lungo la Transpeninsular con il pretesto di andare a vedere l’eclisse a San Pedro Mártir volendosi convincere che non era dipeso tutto da lui, mentre cercava ragioni esterne che potessero spiegare l’accaduto. Era stato tutto molto rapido: tornando a casa insieme a Ross e ad altri anglossassoni e messicani per festeggiare la fine dell’opera idraulica, con ancora un po’ di infiammazione sul viso, ci trovò la novità che Dionisia se ne era andata lasciando una lettera inintelligibile; poche ore dopo era arrivato un contadino di corsa per avvertire che un gruppo di giovani cercava di distruggere i canali, erano usciti tutti di casa armati di machetes e pale per trovare un mucchio di gente che, diretta da Tracy e dal biologo dal naso storto, gridavano slogan ecologisti sotto un groviglio di fiaccole all’agglomerato di ejidatarios che, armati di picconi e zappe, minacciavano di impedire loro il passaggio; Tracy tentò di convincerlo a unirsi alla sua causa ma finì per chiamarlo traditore davanti al suo rifiuto e gli predisse che suo figlio si sarebbe vendicato di lui; l’aria si scaldava tra i costruttori e i giovani, che a Peter sembravano universitari di La Paz; quando arrivò la polizia, il biologo insultò gli ufficiali perché aprissero loro la strada ma il comandante gli rispose che, in primo luogo, non avevano la forza per farlo (infatti erano solo in dieci) e, in secondo luogo, quelli che erano venuti ad arrestare erano lui e suoi ecologisti; allora cominciò la rissa, le tre bombe lacrimogene lanciate dalle forze dell’ordine pizzicavano meno delle zanzare e dei tafani; vedendo che Tracy lanciava il suo grido di guerra, Peter sollevò il suo machete e si lanciò a picchiare gli studenti seguito da contadini e angloparlanti; dopo la prima carica il suo lavoro fu controllare i suoi partigiani per evitare che ammazzassero di botte i giovani; gli ecologisti furono ammanettati o legati con lacci di plastica e seguì lo spostamento di questi nei furgoni e il trasferimento dei feriti a La Paz; poi arrivò il prete a fare un sermone sull’Apocalisse (da quello che gli disse Ross, con il suo bernoccolo sanguinante, che capiva meglio lo spagnolo) e molti di quelli che erano rimasti si misero in ginocchio a pregare, inclusi diversi sassoni; il giorno seguente prese il suo furgoncino e, qualche chilometro fuori dall’oasi, dovette ridurre la velocità perché uno sciame di cavallette gli impediva di vedere più in là di due metri.

Troppo veloce, tutto troppo veloce, il pagliaccio fatalista. Ma ormai andava sul silenzio del deserto, con la tranquillità del Mare Bermejo che lambiva le spiagge alla sua destra. E nonostante tutto o grazie a tutto si sentiva bene, soddisfatto, cosciente – ora sì – di voler vivere in Messico, magari facendo alebrijes, che gli piaceva e voleva morire tra le palme e i cactus di Baja California Sud senza che gli importasse se Catherine sarebbe tornata o no, senza che gli importasse se Dionisia sarebbe tornata o no. Infilò nella radio una cassetta di vallenato che gli aveva regalato un camionista tempo prima. Dopo mezz’ora incrociò un uomo stracciato e biondastro che faceva l’autostop sul ciglio dell’asfalto. Quando si fermò vide che il viso dell’uomo era schizzata di lentiggini.

Jimmy non lo ascolta. Santiago guarda la pistola, Zachary, il contadino.*

traduzione italiana di Elisa Rossi Hernández

* * *

MULTIMEDIA:

LIBRI DI LUIS FELIPE LOMELÍ (CNL-INBA)

“Jefe de jefes”, racconto (Google Books)

“On the dock, pezzo di racconto (You Tube)

“Los fabuladores y su entorno”, conferenza (You Tube)

* * *
 
Fuente: * Dal libro Todos Santos de California, México, INBA/ Tusquets,2005.

 

 

Redes sociales